Fusion19 - Muro
Fusion19
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Premessa: sono diversi anni che frequento il fusion19 seguendone la sua evoluzione. Ieri sera abbiamo cenato nel locale dedicato alla degustazione dello chef (75 p.p. Bevande escluse) Eravamo io, mia sorella e mia suocera e ci hanno accomodate in un tavolo ovale molto bello, vicino all’ingresso. Subito ci è stato spiegato il menu e siamo partiti con diversi antipasti di terra e di mare, oltre che alcuni piatti davvero creativi, cucinati con prodotti del territorio (aperitivo de la albufera). I nostri preferiti sono stati: tartaleta de Higo, Ancla Marina (bellissima ancora, una gran lavorazione) Volandeira, la secuencia de atun, el taco morado de lengua, el pa de olla, e l’ asparago tapioca e ginger. Sulla carne e il pesce, i piatti erano buoni, ma la porzione era leggermente scarsa, soprattutto il pesce. Punto forte i dolci, siamo rimasti sorpresi dal “tambor de agua”, una granita come la si mangia in Sicilia preparata a mano al tavolo, dentro un secchio di legno con ghiaccio e sale. Ho mangiato meglio qui che in alcuni ristoranti stellati Italiani e ci siamo anche divertite grazie anche al personale molto simpatico.
Da appassionato di ristorazione e frequentatore abituale di stellati, mi aspettavo un’esperienza degna della fama. In realtà ho vissuto una serata che definire deludente è poco. Qui sembra che l’obiettivo principale sia incassare, non offrire qualità. Il menù viene nascosto fin dall’inizio, con il pretesto della “sorpresa” delle dieci portate, ma l’effetto almeno da noi vissuto é stato quello di confonderci. Le prime tre proposte erano talmente esigue da sembrare semplici amuse-bouche: tra queste, una finta oliva ripiena di fegato che tutti i commensali abbiamo trovato davvero sgradevole. Dopo pochissimi piatti salati, il percorso si è chiuso quasi interamente su dessert (quattro su dieci), lasciando la tavola con la sensazione di non aver nemmeno cenato. La gestione del servizio ha aggravato il tutto: l’acqua è stata cambiata senza comunicarlo e sul conto sono apparse cinque bottiglie per un totale di 50€, quantità che non sapremmo nemmeno confermare di aver consumato, perche si tratterebbe di una bottiglia ciascuno. Anche i formaggi, presentati e proposti con una domanda ambigua : “gradite un assaggio della selezione di formsggi prima o dopo i dolci?” Quasi a intendere di far parte del percorso, sono stati poi addebitati a parte, nonostante fosse noto che un ospite fosse intollerante. Il risultato finale è stato un conto di 1.060€ per cinque persone e la spiacevole percezione di aver subito una presa in giro. L’unico aspetto positivo è la narrazione appassionata sulle materie prime e sul legame col territorio, ma resta pura scenografia: i piatti non rispecchiano onestamente ciò che viene raccontato. A completare il quadro, un maître con un atteggiamento visibilmente “alterato”. Un’esperienza da dimenticare: usciti insoddisfatti, affamati e con la sensazione di essere stati raggirati. Personalmente, molto deluso considerando che questo ristorante vanti una stella Michelin.
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