Garo - Napoli
Garo
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Recensioni
Abbiamo cenato in due, abbiamo trovato la location, il servizio e il menu convincenti. Bilancia il conto. Alcuni piccoli suggerimenti sono obbligatori. I piatti a quel livello dovrebbero essere caldi per preservare la temperatura del cibo. Specialmente il primo. Per il resto consiglio, se ti piace una cucina ricercata, di andarci.
Per una serata importante, un ristorante importante e un'esperienza da ricordare. Abbiamo scelto il menu degustazione a 90 euro abbinato a 4 vini. Tutto eccellente, a partire dagli angoli, cocco, lime, melissa e caviale di soia, continuando con l'impeccabile tataki di tonno alla fiamma (cotto e crudo). Menzione speciale per il cubo di maiale nero arrosto, salsa di friarielli e provola in carrozza, che definirei il piatto della serata. La sorpresa (positiva) è stato il risotto che non ti aspetti a Napoli, equilibrato tra tradizione, ovvero paccheri in salsa di broccolo, gamberi e vongole. L'anemone dei fondali cotto lentamente sulla pelle. Allo stesso livello, dolci con pressert e cioccolato abbracci per chiudere. Mise en place impeccabile, ambiente in linea con il livello del locale, vista affascinante su Piazza del Plebiscito. Rapporto qualità-prezzo corretto rispetto alla qualità della proposta gastronomica (ed enologica) e al tono del locale. Ci troviamo di fronte al famoso Gambrinus, zona puramente turistica, una bella scommessa aprire un ristorante di questo livello in questa zona. Buona fortuna e grazie ancora per l'eccellente serata trascorsa in questo ristorante.
Una cappella per i genovesi mai mangiata prima, in un luogo intimo e curato nei dettagli. La vista del Teatro San Carlo non è favorevole.
Proprio di fronte al Gambrinus, con finestre affacciate su Palazzo Reale e Piazza del Plebiscito, al primo piano di un elegante fabbricato d’angolo di via Chiaia sta Garo. Una rampa di scale conduce a questo sofisticato locale, dove è possibile degustare interpretazioni contemporanee della cucina tradizionale campana. Servizio attento, ma mai asfissiante, pronto a dare indicazioni sui piatti laddove lo si richieda. Impiattamento ineccepibile in stoviglieria di gusto, su una tavola piacevolmente minimale. Iniziamo dal pane, interamente prodotto in cucina, con reinterpretazioni di antichi sapori del territorio, serviti caldi. Menu piuttosto esteso per orientarci nel quale abbiamo scelto una degustazione (di terra), formata da cinque portate a cui si aggiungono un piatto di cortesia e uno squisito predessert. Di tutti i piatti, contraddistinti da un elevato livello di qualità, segnaliamo “Napoletana o genovese?”, un’esperienza che raccomandiamo a tutti. Carta dei vini non chilometrica ma con buone etichette e con un ricarico onesto. Non possiamo che consigliarvene la visita.
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